Logo della Pro Loco Lacco Ameno

Benvenuti nel sito

dell'Associazione

Pro Loco

Lacco Ameno

Valorizzare...

Il passato, partendo dalla nostra ultra millenaria storia, le cui vestigia sono conservate nel Museo di Pithecusae situato nello stupendo scenario della Villa Arbusto, e nel Museo degli Scavi di Santa Restituta. Il reperto più illustre, la Coppa di Nestore, il cui profilo stilizzato è posto al centro dello stemma della nostra Associazione, non rappresenta solo un episodio omerico, ma il punto di partenza della cultura greca in Italia, essendovi riportata un'iscrizione poetica che è il documento più antico scritto in lingua greca.

Il presente, nella veste delle nostre tradizioni, che hanno caratterizzato (ed in qualche misura caratterizzano ancora) la vita del paese, impegnandoci nella conservazione, nella divulgazione e nella trasmissione di esse alla generazione futura.

Il futuro, ovvero cura del nostro Ambiente, che è il patrimonio più importante che possediamo, trasmettendo ai giovani l’importanza della sua tutela. A chi si avvicina ad Ischia via mare non sarà certamente sfuggito il “profilo” verde della nostra Isola, che tuttora resta la cifra caratterizzante del nostro territorio.

L'enogastronomia della nostra terra, che è il risultato di un formidabile connubio tra cielo, mare e terra, laddove le forti tradizioni marinare si sposano alle altrettanto forti tradizioni contadine dell’isola.

La tradizionale accoglienza, affabilità e amore per l’Ospite, caratteristiche che hanno fatto amare l’Isola ancor più dei suoi meravigliosi scorci paesaggistici.

Lacco Ameno nella Storia

Arte, Archeologia, Cultura

Statuto

Obbiettivi

Cappella Gentilizia Calise Piro

 

C'è chi va per cantine, noi andiamo per chiese. Oggi tappa del tour virtuale un piccolo gioiello all'ombra di cipressi secolari. Agli inizi degli anni '50 la cappella sorgeva nel verde più assoluto tra dolci declivi di vigneti, arbusti tipici della flora mediterranea e alberi, alberi, alberi. Si inseriva in quel paesaggio, ancora incontaminato, senza l'impatto ambientale di molte costruzioni moderne. Nella pace della campagna lacchese custodiva il sonno eterno dei membri della famiglia Calise Piro, proprietaria delle terre circostanti un simile Paradiso. La cappella fu commissionata dal Cav. Carlo Piro. I lavori furono eseguiti tra il 1893 e il 1894 sotto la direzione dell'ingegnere Cerrara.Ci apre i cancelli il signor Giampiero Calise Piro che con gentilezza e orgoglio ci fa da guida nella chiesetta, conosciuta anche come Cappella della Pietà, fornendoci tutte le informazioni che noi condividiamo con voi.Percorriamo le scale in marmo che ci offrono lo spettacolo della facciata in stile vagamente gotico secondo il gusto liberty dell'epoca di costruzione. Stucchi e marmi di Carrara la decorano all' esterno. Nello stesso marmo è il portale, prodotto di artigianato campano della fine del 1800. Lo stipite presenta su entrambi lati tre colonnine con capitelli e foglie. Il portale è sormontato da un timpano che al centro presenta un tondo in maiolica con Cristo Redentore. In basso due statue in gesso: Santa Restituta e Sant'Ambrogio, e un rosone con vetri di Murano.  
Entrare all'interno della Cappella è risultato una vera emozione. Piccola ma preziosa nella sua semplicità. Saliamo per una scala a chiocciola fino alla cantoria dove Giampiero ci apre l'organo a canne in legno pregiato e ottone del 1893, realizzato da Giuseppe Galasso. Guardando in alto la volta a botte a tutto sesto dà l'impressione di toccare il cielo. Dalla cantoria appare in tutta la sua semplice bellezza l'altare in marmo di ignoto artigiano campano della fine dell'Ottocento. Sulle pareti quadri, foto antiche, la bolla del Papa Leone XIII che concede la sepoltura dei membri della famiglia nel sotterraneo della chiesetta. Giampiero ci dice con tristezza che le mura di questo incanto custodivano altri antichi cimeli, trafugati purtroppo da mani sacrileghe.
Che dire più? Lascio giudicare a voi, guardando le foto, realizzate da chi scrive, con grande imperizia tecnica, ma, vi assicuro, con occhi incantati.
Fonte orale: #GiampieroCalisePiro che ringraziamo tantissimo per la sua disponibilità.